DON BOSCO COLLEGE

 

LuogoZimbabwe, Hwange
Periodo2013 – Workshop di progettazione nell’ambito dell’iniziativa culturale “La Città dell’Architettura n.1”
PartnersCongregazione salesiana di San Giovanni Bosco, Agronomi Senza Frontiere Padova, Slow Food Veneto, ASI Servizi Idrici San Donà di Piave, AlilagunaSpA,Università IUAV Venezia (Patrizia Montini Zimolo, Flavia Vaccher)
ASF Veneto Onlus team: Stefano Ferro, Daniel Tiozzo
PatrocinioUniversità IUAV di Venezia, Comune di Vicenza, Provincia di Vicenza,Regione Veneto, Confindustria Vicenza, Gruppo Aim Vicenza Spa
Budget50.000 Euro (realizzazione progetto, tirocinio e formazione in loco – 1° parte)
100.000 Euro (completamentoprogetto- 2° parte

Il progetto è il risultato del lavoro congiunto – avviato nel 2013 – di ASF Veneto Onluscon la Congregazione Salesiana presente nella zona delle miniere di carbone in Hwange, vicino alle famose Victoria Falls nello Zimbabwe, che li ha impegnati nel ridisegno complessivo dell’intera area della Missione.

Il masterplan prevede il riassetto e l’integrazione degli edifici esistenti (Centro giovanile, Casa dei missionari e Casa dei volontari) con i nuovi edifici della scuola professionale (aule, laboratori, biblioteca, sale studio), congli alloggiper gli insegnanti e per i 200 ragazzi e ragazze, da recuperare dall’abbandono scolastico e formare in settori professionali che permettano loro un rapido inserimento nel mercato del lavoro.Il progetto prevede anche la realizzazione di una mensa, rifornita con prodotti coltivati dagli studenti negli orti, fonte di income per il consumo interno, oltre a spazi collettivi ed attrezzature per lo sport e il gioco.

L’assenza di acqua potabile a causa della presenza nel sottosuolo di carbone, ha reso necessario prevedere un pozzo per il filtraggio e l’approvvigionamento, oltre ad un piccolo bacino artificiale per il contenimentodella poca acqua piovana, integrati in una rete di sistemi di distribuzione idrici e di fitodepurazione.

Tutti gli edifici- sviluppati durante il workshop “Ri-Generare Senza Frontiere”, con 30 studenti dell’Università IUAV di Venezia, nell’ambito della manifestazione culturale “La città dell’architettura n.1” nel 2013 – sono pensati per essere autonomi dal punto di vista energetico e idrico nel pieno rispetto dell’obiettivo eco sostenibilità (recupero delle acque piovane, sistema di filtraggio, ventilazione naturale, “passive building”, biogas,sistema fotovoltaico), reinterpretando tecniche e materiali locali, senza dimenticare di essere elementi di riferimento nel contesto e nel paesaggio.